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  1. Fabio P.
    Fabio P. 27 settembre 2018 at 14:52 . Reply

    Più in generale, la perizia collegiale a firma degli esperti incaricati dal GIP del Tribunale di Castrovillari (documento disponibile in rete) chiarisce l’aspetto più importante della vicenda, vale a dire la circostanza per cui il Bergamini non fu “investito” mancando del tutto le fasi dell’urto, abbattimento e proiezione al suolo; basta questo per sconfessare la versione della I.I che descrive un Bergamini che si butta sotto il camion; questo dato, per la verità, era già chiaro all’esito dell’esame autoptico condotto dal Prof. Avato nel 1990, dato ignorato a suo tempo dagli inquirenti (in buona fede?); il resto è “grasso che cola”; detto questo, la perizia, nel rispondere ai quesiti posti dal Magistrato, appare sconclusionata; afferma il principio in base al quale il corpo, all’atto del sormontamento, era già deceduto in ragione del test negativo alla glicoforina, ma poi dice che l’exitus del Bergamini è da ricondurre, con elevato grado di probabilità, alla rottura dell’arteria iliaca; si tratta di una contraddizione evidente; ma non era già morto quando il camion lo ha sormontato? Fa inoltre coesistere due realtà inconciliabili laddove continua dicendo “in soggetto in limine vitae o in soggetto già morto per asfissia meccanica”; quindi quale è la causa della morte? La rottura dell’arteria iliaca o l’asfissia meccanica (soffocamento)? Aspetti questi solo in minima parte chiariti in occasione dell’Udienza del 29.11.2017 (v. verbale disponibile in rete).
    Detto questo, è mai stata data una spiegazione al fatto che, dalle foto, si nota distintamente come l’asfalto sotto al camion fosse completamente asciutto, rispetto al resto della sede stradale, posto che pioveva?
    In bocca al lupo !

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